La serie ispirata all’omonimo romanzo di Margaret Atwood arriverà in l’Italia a settembre, finalmente.

La serie tv è stata acclamata in maniera unanime dalla critica: il Guardian la definisce come «Il migliore show da vedere quest’anno», l’Hollywood Reporter aggiunge che «è il migliore, ma anche il più importante», il New York Times parla di «una serie tv estremamente forte, essenziale e spaventosa», secondo il Washington Post «è una serie magnifica e veramente inquietante», Variety sottolinea come si tratti di un «ottimo, straziante, adattamento del romanzo», mentre per il Time «si tratta di uno show che funziona e che probabilmente sarà visto e discusso per anni a venire».
 
Un mondo devastato da guerre, terrorismo e inquinamento è guidato da estremisti religiosi che, dopo aver imposto la legge marziale e sospeso la Costituzione in seguito a un attentato, hanno creato uno Stato totalitario, militarizzato e misogino in cui le donne vengono considerate degli oggetti di proprietà dello Stato e private di qualsiasi diritto. Studenti universitari, omosessuali (definiti come “traditori di genere”), ribelli e chiunque non segua la linea governativa, viene ucciso pubblicamente o mandato nelle “colonie” a lavorare i rifiuti tossici per poi morire avvelenato.
La popolazione femminile è divisa in diverse categorie, accomunate dall’impossibilità di avere qualsiasi libertà di base: lavorare, leggere, uscire di casa, parlare o possedere denaro. Una parola sbagliata può portare alla morte dato che le condanne sono giustificate come volere di Dio. Le “ancelle”, uniche fertili fra tutte le categorie riconosciute, sono considerate utili solo per la procreazione. Vivono nella residenza del Comandante, costrette in una schiavitù sessuale giustificata dalla volontà di ripopolare un mondo ormai distrutto da catastrofi ed eventi naturali devastanti, dove solo un neonato su cinque nasce sano e in forze.

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