C’è un marchio italiano di borse e accessori realizzati con materiali di scarto industriale rigenerati che va molto bene.
 

Regenesi, fondato nel 2008 da Maria Silvia Pazzi, ha aperto un pop-up store a Milano, in corso Garibaldi 42, in collaborazione con Wardroba, piattaforma di scouting e fashion shopping di realtà e designer indipendenti, che ne ha curato il concept.
 
“Si tratta del primo step di un piano che nel 2018 vedrà la creazione di una rete retail multichannel, che prevede il lancio del nuovo sito e l’apertura di store fisici, sia temporary che shop-in-shop”, ha spiegato a FashionNetwork.com Maria Silvia Pazzi. “Oggi vantiamo collaborazioni commerciali con gli shop dei principali musei d’arte e design internazionali (tra cui la Triennale di Milano, il Centre Pompidou a Parigi e il Museo di Arte Contemporanea a Chicago), con concept store e multibrand store a Parigi, Londra e Detroit, con e-commerce quali Yoox e Amazon, e importanti partnership con aziende e studi di progettazione quali Lamborghini, Dainese, Ima, Mandarina Duck, BBS, Affinion International, Trenitalia, Into lighting, Hi Matic Hotel”.
 
Il pop-up milanese, aperto per tutto febbraio e marzo, presenta un design essenziale e dai toni neutri, scelti per esaltare le nuove collezioni presentate, tra cui “India”, una serie di cover intercambiabili per la File Bag, borsa iconica del brand in pelle rigenerata.
 
Le cover propongono nuovi materiali come il denim rigenerato di Italdenim, realizzato rigenerando gli scarti di produzione dei filati di cotone, e l’innovativa Econyl, una lycra 100% ecosostenibile prodotta da Aquafil attraverso il riciclo della plastica proveniente dalle reti da pesca, impiegata per patch e ricami. Il design delle cover della linea “India” è stato creato in collaborazione con la giovane stilista Matilde Govoni, neolaureata alla L.UN.A. – Libera Università delle Arti di Bologna.
 
Regenesi, che investe il 16% del proprio giro di affari in ricerca e sviluppo, ha chiuso il 2017 con un fatturato in crescita del 27% sull’anno precedente, il 3% del quale derivante dai mercati esteri, in particolare Francia, Germania, Stati Uniti, Giappone, Emirati Arabi. “Per quest’anno è previsto lo sviluppo del mercato statunitense e il lancio dei nostri prodotti in Canada”, ha concluso Pazzi.

 
Approfondisci la notizia su FashionNetwork.com