Sette modi per non buttare cose, riciclare e creare oggetti nuovi. In una parola: upcycling.
 

Belli, originali ma soprattutto economici. Sempre di più sono questi i fattori che ricerchiamo nelle cose di cui amiamo circondarci. Se fino a qualche anno fa quello che andava per la maggiore erano gli oggetti di culto, esattamente uguali a quelli visti ai trend setter, oggi sempre più le persone sono alla ricerca del prodotto perfetto, personalizzato su misura e magari fatto a mano. Unico in poche parole.
 
Una delle risposte a queste richieste è l’upcycling.
 
Nonostante il significato letterale di questa parola sia “riuso” oppure “riutilizzo”, l’upcycling è molto diverso dal riciclo. Si intende infatti l’utilizzo di materiale di scarto, destinato alla discarica o alla dismissione, per la creazione di nuovi oggetti, spesso completamente differenti da quelli che li hanno originati.
 
Rispetto al semplice riciclo, che riduce il valore dei vecchi prodotti, l’upcycling dà loro nuova vita, e quindi nuovo valore.
 
Da dove arriva l’upcycling
Il primo a parlare di upcycling è stato l’ingegnere meccanico Reiner Pilz in un’intervista per la rivista di architettura e antichità Salvo nel 1994. “Il riciclo io lo chiamo down-cycling” afferma Pilz. “Quello che serve è l’up-cycling, grazie al quale ai vecchi prodotti viene dato un valore maggiore, e non minore”
Alla base dello sviluppo dell’upcycling troviamo una maggiore consapevolezza per l’ambiente unita all’attuale congiuntura economica, che va a modificare il comportamento dei consumatori e rende necessario sempre più ottimizzare processi e porre un’attenzione sempre maggiore ai costi. Parallelamente, l’evoluzione della tecnologia ha portato alla rapida diffusione di dispositivi mobile che permettono la condivisione e lo scambio di informazioni.
 
Upcycling vs. recycling
Sempre più spesso vediamo il concetto di upcycling contrapposto a quello di recycling. Sebbene entrambe le pratiche siano virtuose, a differenza del riciclo, in cui un prodotto viene scomposto ed il materiale viene riportato nel suo ciclo di vita alle proprietà originarie, l’upcycling crea nuovo valore, ricorrendo a un design intelligente che rende il prodotto più interessante sia dal punto di vista economico che estetico ed emotivo.
Questo fa sì che vantaggi dell’upcycling rispetto al riciclo, siano diversi:

  • risparmio energetico: il riciclo richiede spesso grosse quantità di energia, mentre l’energia richiesta per creare un nuovo prodotto è nulla o bassa. Spesso si tratta di processi semplici, artigianali ed economici.
  • Non tutto si può riciclare. In alcuni casi, come per esempio per la carta, il prodotto del ciclo finale di recycling risulta più debole e di qualità inferiore del prodotto iniziale.
  • Riduzione dei costi delle materie prime e dei costi di produzione.
  • Il recycling alimenta la cultura dell’usa e getta, l’upcycling la combatte.

 
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