Il Green Movie Award è manifestazione creata per dare riconoscimento ai film che meglio rappresentano i valori della tutela ambientale e della sostenibilità. Ecco i film che hanno vinto l’edizione del 2017.
 

Il primo, il documentario “Gli anni verdi” di Chiara Bellini, è la storia di tre indomiti anziani (Letizia, Domenico, Vicenzo) che invece di godersi il meritato riposo rappresentato dalla pensione o di curarsi gli acciacchi legati alla non più giovane età, hanno deciso di diventare gli ecoguardiani delle campagne intorno a Frosinone.
 
La regista ha seguito i tre nel loro andare in lungo e largo a perlustrare capannoni abbandonati, trovare rifiuti tossici, discariche abusive, sversamenti incontrollati.
Stavo lavorando – racconta Chiara Bellini – ad un reportage sulla Valle del Sacco, uno dei 57 siti di interesse nazionale (sono le zone più inquinate del Paese, dove gli abitanti vivono in gravi condizioni socio-sanitarie) nel Lazio, quando mi sono imbattuta per caso in Letizia e i suoi cavalieri ed è stato amore a prima vista”.
 
Da quel momento, per un anno, la regista toscana ha raccolto atti di processi, documenti, fotografie, articoli prima di iniziare con le riprese per raccontare un area dove le fonti di inquinamento sono molteplici (fabbriche, discariche, inceneritori, un cementificio) e la cittadinanza è contaminata da una particolare molecola, il beta-esaclorocicloesano, rifiuto di produzione del DDT che si produceva a Colleferro. Un unico caso al mondo.
 
La forza del documentario – spiega Massimiliano Pontillo, presidente di Pentapolis Onlus promotrice del Green Movie Award, premio assegnato a Roma durante la Festa del Cinema – sta nel racconto dell’impegno diretto di una comunità come unica vera difesa contro gli attacchi all’ambiente. Credo che questo protagonismo dal basso sia l’essenza della rivoluzione verde che tutti auspichiamo”.
 
Diversa la motivazione del premio al film “Resina” di Renzo Carbonera: il green set, ovvero l’attenzione, durante le fasi della lavorazione, al risparmio energetico, all’uso delle risorse rinnovabili e alla riduzione delle emissioni di CO2.
 
Il film, che uscirà in sala nel corso della primavera del 2018, “racconta la storia – anticipa Renzo Carbonera – di Maria, una giovane violoncellista che, delusa dallo spietato mondo della musica, decide di tornare al paesino di montagna delle sue origini dove si parla ancora una lingua arcaica, il cimbro, e lì accetterà la sfida di dirigere un coro di soli uomini”.
 
“Resina” ha applicato il disciplinare T-Green, il primo Film Fund regionale che certifica e premia le produzioni green realizzate nel Trentino. Il funzionamento del disciplinare per la certificazione è stato predisposto in collaborazione con Appa, l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente e con la società TIS engineering.

 
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