Le spedizioni transfrontaliere dei rifiuti sono disciplinate, a livello europeo, dal Regolamento CE n. 1013/2006, il quale istituisce le procedure e i regimi di controllo per le spedizioni di rifiuti in funzione dell’origine, della destinazione e dell’itinerario di spedizione, del tipo di rifiuti spediti e del tipo di trattamento da applicare ai rifiuti nel luogo di destinazione. Il Regolamento si applica alle spedizioni di rifiuti: fra Stati membri, all’interno della Comunità o con transito attraverso paesi terzi; importati nella Comunità da paesi terzi; esportati dalla Comunità verso paesi terzi; in transito nel territorio della Comunità, con un itinerario da e verso paesi terzi.

Ai sensi e per gli effetti del Regolamento CE n. 1013/2006: le autorità competenti di spedizione e di destinazione sono le regioni e le province autonome; l’autorità di transito è il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare; corrispondente è il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

A livello nazionale, le indicazioni europee sono recepite dall’articolo 194 del D.Lgs n. 152 del 2006 (Testo Unico Ambientale), il quale è dedicato alle spedizioni transfrontaliere di rifiuti. Il comma 3 dell’articolo 194, infatti, citava che “le imprese che effettuano il trasporto transfrontaliero nel territorio italiano sono iscritte all’Albo nazionale gestori ambientali di cui all’articolo 212. L’iscrizione all’Albo, qualora effettuata per il solo esercizio dei trasporti transfrontalieri, non è subordinata alla prestazione delle garanzie finanziarie di cui al comma 10 del medesimo articolo 212.”

La Legge n. 35 del 4 aprile 2012 (che ha permesso la conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo), pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 6 aprile 2012, all’art. 24 comma 2 lettera d-bis, ha modificato il comma 3 dell’articolo 194 prevedendo che:

“le imprese che effettuano il trasporto transfrontaliero di rifiuti, fra i quali quelli da imballaggio, devono allegare per ogni spedizione una dichiarazione dell’autorità del Paese di destinazione dalla quale risulti che nella legislazione nazionale non vi siano norme ambientali meno rigorose di quelle previste dal diritto dell’Unione europea, ivi incluso un sistema di controllo sulle emissioni di gas serra, e che l’operazione di recupero nel Paese di destinazione sia effettuata con modalità equivalenti, dal punto di vista ambientale, a quelle previste dalla legislazione in materia di rifiuti del Paese di provenienza”.

Tale aspetto permette l’allineamento della normativa nazionale a quella europea che, con il Regolamento n. 1013/2006, presume che, per assicurare che i rifiuti siano gestiti secondo metodi ecologicamente corretti per tutta la durata della spedizione, compreso il recupero o lo smaltimento nel paese terzo di destinazione,

“l’impianto che riceve i rifiuti dovrebbe essere gestito in conformità di norme in materia di tutela della salute umana e ambientale grosso modo equivalenti a quelle previste dalla normativa comunitaria”.

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