Questa splendido progetto nasce nato dalla collaborazione tra Astelav, azienda con esperienza pluriennale nei ricambi per elettrodomestici, e il Sermig, il Servizio missionario giovani fondato da Ernesto Olivero. Il primo negozio in Italia che dà nuova vita agli elettrodomestici destinati alla rottamazione.

Il processo di rigenerazione, ampiamente diffuso in altri paesi europei, soprattutto quelli nordici, rientra nel modello di economia circolare che il progetto Ri-generation vuole promuovere a partire dal capoluogo piemontese.
 
Ri-generation, un progetto sostenibile
Tutti gli apparecchi definiti comunemente elettrodomestici diventano Raee (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) una volta che cessano di funzionare e secondo precise normative devono essere smaltiti in modo da limitare il loro impatto ambientale, permettendo inoltre di recuperare alcune materie prime.
Il progetto Ri-generation di Astelav ha come obiettivo quello di ricondizionare lavatrici, frigoriferi, forni e lavastoviglie dismessi dai proprietari e quindi diventati Raee. Questi apparecchi, definiti elettrodomestici bianchi, vengono selezionati e comprati direttamente dai conferitori, le aziende che si occupano di logistica consegnando prodotti nuovi e ritirando quelli usati prima che essi siano portati nelle discariche o nel laboratorio, aperto nel gennaio 2017, dove operano gli addetti Ri-generation. Qui vengono testati e i pezzi non funzionanti vengono sostituiti con dei ricambi. Così gli elettrodomestici possono rientrare sul mercato a metà prezzo e a volte anche con uno sconto maggiore, acquistabili in uno dei due punti vendita aperti a Torino.
 
Il lato sociale di Ri-generation
Ri-generation è anche progetto di responsabilità sociale grazie alla collaborazione col Sermig che fornisce la rete per impiegare persone con esperienza nel settore degli elettrodomestici ma che si trovano in difficoltà lavorative. Dei cinque nuovi assunti, tre si sono ritrovati disoccupati in età matura dopo che le aziende presso cui lavoravano sono fallite e gli altri due sono giovani ragazzi che sono stati inseriti in uno processo di formazione. Il problema della mancanza di lavoro è particolarmente sentito a Torino, così come in altre grandi città italiane, ed è proprio per questo che il Sermig è intervenuto nel progetto.

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