Al centro del progetto c’è ancora una volta il riutilizzo di materiali riciclati per la produzione di nuovi oggetti di uso quotidiano. Si chiama Trashpresso ed è il nuovo centro di riciclo inventato da Miniwiz. Un piccolo concentrato di tecnologia e sostenibilità.
Si tratta di un centro di riciclo mobile che funziona grazie all’energia solare. Da solo è in grado di trasformare i rifiuti di plastica e tessuto in piastrelle per l’edilizia. Per ottenere il risultato, tra l’altro, impiega pochissimo tempo: può produrre dieci metri quadrati di piastrelle sono infatti necessari appena quaranta minuti.
A vederlo da fuori, l’estetica di Trashpresso farebbe pensare di più a un palco da concerto. Invece quella grossa scatola bianca e nera lunga una dozzina di metri (e trasportabile ovunque) fa proprio quello per cui è nato: trasformare i rifiuti. E per funzionare non ha bisogno di niente. Nè gas né elettricità. L’unico elemento imprescindibile è il sole. Per il resto è completamente autosufficiente. E per realizzare una piastrella sono sufficienti cinque bottiglie di plastica. E l’acqua necessaria al processo di trasformazione? Anche quella, come tutto il resto, viene riutilizzata.
 
«Questa macchina supera le barriere della distanza e dell’energia. Dimostriamo che il riciclo è possibile ovunque» spiega soddisfatto Arthur Huang, co-fondatore e Ceo di Miniwiz. «Trashpresso non solo permette di trasformare i rifiuti in loco, ma serve anche come strumento educativo nelle comunità isolate».

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